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Mona Hatoum

Il lavoro deve avere, primariamente, una presenza formale forte, e attraverso l’esperienza fisica attivi una risposta psicologica ed emotiva. In senso davvero generale voglio creare una situazione in cui la realtà stessa sia messa in questione, costringendo ognuno a rivedere le proprie idee e le proprie relazioni con le cose che lo circondano.

 

impenetrable

Mat Collishaw

Non cerco di rappresentare il mondo così com’è, cerco di creare una versione propria del mondo che attiri l’attenzione, che sia attraente e allo stesso tempo inquietante.

 

Bullett Hole, 1988

 Bullett Hole (foro di proiettile) mostra una orribile ferita su di un cuoio capelluto umano. I capelli sono stati fissati per rivelare il punto d’impatto.
Collishow ha rielaborato una foto da un testo di patologia (nonostante il titolo, la ferita originale era stata inflitta con un rompighiaccio) ricavandone 15 lucidi montati su lightbox.
L’opera, esposta per la prima volta nelle celebre mostra “Freeze”, organizzata da un esordiente Damien Hirst, ebbe ampia risonanza ed è considerata una icona degli YBA. Attualmente nella collezione permanente del MONA in Australia

Albion, 2017

Janine Antoni

 

Quando  lavoro passo molto tempo a fantasticare su ciò che gli spettatori faranno e penseranno; Entro in loro, e li immagino  in piedi davanti alla mia scultura. Il mio lavoro è un modo per me di sentiremi collegata e  presente nel mondo. Cerco di creare opere che suscitino empatia. Sono conosciuta per masticare £ 600 di cioccolato, svuotarein vasche di lardo, e pulire il pavimento con i miei capelli. Faccio questi atti estremi perché così sento di  mettere lo spettatore in un rapporto molto empatico  con mia scultura

 

loving care, 1992

onaw

due cubi di 273kg ciascuno, uno fatto di lardo e uno di cioccolata. Entrambi i materiali sono oggetto di nevrosi: il cioccolato come rappresentazione dell’attrazione e il lardo come punto di vista della repulsione

Moriko Mori

L’arte è un modo per esplorare i misteri del mondo e per connettersi con gli altri. Non cerco di creare opere d’arte astratte, ma di creare esperienze che siano tangibili e coinvolgenti

 

Transcircle, 2004

Trasfigurazione del sito di Stonehenge, Transcircle si compone di nove monoliti illuminati che rappresentano il movimento planetario del nostro sistema solare in tempo reale. Ogni monolite ha un proprio colore corrispondente ad un pianeta; è fatto di una pietra artificiale traslucida contenente una sorgente luminosa a led.

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Pipilotti Rist

Ero in un bellissimo giardino pieno di fiori. Ho cercato di portarne un paio via con me, ma non è stato possibile. Ho capito che era meglio se li lasciavo lì, perché in quel modo potevano crescere e fiorire ancora. E così ho deciso che avrei dovuto trovare un modo diverso per portare i fiori con me – attraverso le mie immagini

Thomas Hirschhorn

I believe that art is universal, I believe that art is autonomous, I believe that art can provoke a dialogue or a confrontation – one-to-one – and I believe that art can include every human being. When I write ‘believe’, I’m doing it not because I think or know it, not because I can prove it , but because – in art – it’s a matter of believing.

crystal of resistance - Venezia - Biennale 2011
crystal of resistance – Venezia – Biennale 2011

E’ importante per me fare arte che non sia solo per gli addetti ai lavori, ma che possa essere compresa da tutti. Voglio creare un dialogo con il pubblico, stimolare il loro pensiero critico e invitare alla riflessione su questioni sociali e politiche. La mia arte deve essere un’esperienza intensa e coinvolgente, capace di provocare emozioni e di creare dibattito.”

Break-Through, 2013