Marc Quinn

Le orchidee sembrano sculture e sono piene di sensualità. Sono come pornografia che anche tua nonna può guardare

Tropopause, 2007

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Allison Lapper è focomelica,è senza braccia ed ha i piedi attaccati alle cosce. E’ una pittrice e scultrice. Il suo amico Marc Quinn l’ha ritratta all’ottavo mese di gravidanza da un blocco di marmo di Carrara. L’0pera è stata esposta a Londra in Trafalgar square nel 2005. Il British art journal l’ha definita L'”orribile artefatto”.

Alison Lapper Pregnant, 2005

 

 

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Planet – 2008

10 metri, 7 tonnellate; acciaio e bronzo dipinto
presentata nel 2008 alla mostra “Beyond Limits” nei giardini di Chatsworth House (UK)
nel 2012 donata da un anonimo alla esposizione permanente dei  Gardens by the Bay a Singapore

 

Jack Vettriano

 

Nei miei quadri voglio fermare quel momento in cui tutto sta per accadere

«Nessuno lo ama tranne il pubblico». Così titolava un paio d’anni fa il New York Times a proposito di Jack Vettriano (pseudonimo di Jack Hoggan. Vettriano è un’elaborazione del cognome della madre, di origini italiane), pittore scozzese tra i viventi più venduti al mondo e tuttavia snobbato da critici e curatori.

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Paul McCarthy

L’arte è una questione di libertà. Devi avere il coraggio di esplorare nuovi territori e di essere disposto a prendere rischi. L’arte deve essere sconvolgente e provocatoria per avere un vero impatto

Piggies, 2007

“..Cresciuto a cartoni animati, televisione, film di Walt Disney, senza senso del peccato cattolico né misticismo sciamanico, McCarthy iniziò a shakerare i linguaggi artistici gestuali del tempo — dall’epressionismo astratto alla body art ai b-movies— per trarne un cocktail dal sapore unico dove il sesso diventa parodia, il sangue ketchup, gli escrementi cioccolato e il mondo vero la sua riproduzione in silicone rosa.”

Francesca Bonazzoli (Corriere della Sera 18.5.10)

 

Train,2003-2009

Mona Hatoum

Il lavoro deve avere, primariamente, una presenza formale forte, e attraverso l’esperienza fisica attivi una risposta psicologica ed emotiva. In senso davvero generale voglio creare una situazione in cui la realtà stessa sia messa in questione, costringendo ognuno a rivedere le proprie idee e le proprie relazioni con le cose che lo circondano.

 

impenetrable

Mat Collishaw

Non cerco di rappresentare il mondo così com’è, cerco di creare una versione propria del mondo che attiri l’attenzione, che sia attraente e allo stesso tempo inquietante.

 

Bullett Hole, 1988

 Bullett Hole (foro di proiettile) mostra una orribile ferita su di un cuoio capelluto umano. I capelli sono stati fissati per rivelare il punto d’impatto.
Collishow ha rielaborato una foto da un testo di patologia (nonostante il titolo, la ferita originale era stata inflitta con un rompighiaccio) ricavandone 15 lucidi montati su lightbox.
L’opera, esposta per la prima volta nelle celebre mostra “Freeze”, organizzata da un esordiente Damien Hirst, ebbe ampia risonanza ed è considerata una icona degli YBA. Attualmente nella collezione permanente del MONA in Australia

Albion, 2017

Janine Antoni

 

Quando  lavoro passo molto tempo a fantasticare su ciò che gli spettatori faranno e penseranno; Entro in loro, e li immagino  in piedi davanti alla mia scultura. Il mio lavoro è un modo per me di sentiremi collegata e  presente nel mondo. Cerco di creare opere che suscitino empatia. Sono conosciuta per masticare £ 600 di cioccolato, svuotarein vasche di lardo, e pulire il pavimento con i miei capelli. Faccio questi atti estremi perché così sento di  mettere lo spettatore in un rapporto molto empatico  con mia scultura

 

loving care, 1992

onaw

due cubi di 273kg ciascuno, uno fatto di lardo e uno di cioccolata. Entrambi i materiali sono oggetto di nevrosi: il cioccolato come rappresentazione dell’attrazione e il lardo come punto di vista della repulsione

Moriko Mori

L’arte è un modo per esplorare i misteri del mondo e per connettersi con gli altri. Non cerco di creare opere d’arte astratte, ma di creare esperienze che siano tangibili e coinvolgenti

 

Transcircle, 2004

Trasfigurazione del sito di Stonehenge, Transcircle si compone di nove monoliti illuminati che rappresentano il movimento planetario del nostro sistema solare in tempo reale. Ogni monolite ha un proprio colore corrispondente ad un pianeta; è fatto di una pietra artificiale traslucida contenente una sorgente luminosa a led.

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