Pipilotti Rist

Ero in un bellissimo giardino pieno di fiori. Ho cercato di portarne un paio via con me, ma non è stato possibile. Ho capito che era meglio se li lasciavo lì, perché in quel modo potevano crescere e fiorire ancora. E così ho deciso che avrei dovuto trovare un modo diverso per portare i fiori con me – attraverso le mie immagini

Thomas Hirschhorn

I believe that art is universal, I believe that art is autonomous, I believe that art can provoke a dialogue or a confrontation – one-to-one – and I believe that art can include every human being. When I write ‘believe’, I’m doing it not because I think or know it, not because I can prove it , but because – in art – it’s a matter of believing.

crystal of resistance - Venezia - Biennale 2011
crystal of resistance – Venezia – Biennale 2011

E’ importante per me fare arte che non sia solo per gli addetti ai lavori, ma che possa essere compresa da tutti. Voglio creare un dialogo con il pubblico, stimolare il loro pensiero critico e invitare alla riflessione su questioni sociali e politiche. La mia arte deve essere un’esperienza intensa e coinvolgente, capace di provocare emozioni e di creare dibattito.”

Break-Through, 2013

Gerhard Richter

“….Non perseguo alcun obiettivo, sistema o tendenza; non ho alcun programma, stile o direzione.
Non ho tempo per problematiche specializzate, temi che funzionano o variazioni che portano alla maestria.
Procedo senza direzioni. Non so quello che voglio.
Sono inconsistente, non impegnato, passivo; mi piace l’indefinito, lo sconfinato; amo la continua incertezza.”

Two Candles, 1982 140×140 cm olio su tela

 

“Quando dissolvo i contorni, non lo faccio per distruggere la rappresentazione, per renderla artistica.
Sfoco le cose per renderle ugualmente importanti o ugualmente non importanti.
Forse sfoco anche l’eccesso di informazioni superflue”

Lettrice, 1994

 

 

Julius Popp

 bit-fall è una metafora per il diluvio incessante di informazioni a cui siamo esposti

 

Una lunga fila di valvole controllate da un software si aprono e si chiudono per permettere la caduta di piccole gocce d’acqua. Si vengono così a formare per qualche frazione di secondo delle parole, le quali subito dopo si perdono per sempre per ridare passo alla semplice goccia d’acqua. Le parole che appaiono fugacemente provengono dall’infinito flusso di notizie online, raccolto attraverso Google News o il sito del Times e scelte attraverso un algoritmo.

 

 

Anish Kapoor

Nel mio lavoro cerco di dare vita a una vera esperienza di bellezza, dimostrare sia l’esistente, sia la sua fine

3556717698_aa26877ca8C curve (Brighton, 2007)

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la mia idea è quella di arrivare il più vicino possibile a questo edificio simile ad una cattedrale e di riempirlo con l’opera.

La mia ambizione  è stata quella di creare uno spazio dentro uno spazio, che interagisca con l’altezza e la luminosità della navata del Grand Palais. I visitatori sono invitati a camminare all’interno dell’opera per immergersi nel colore e vivere, spero, un’esperienza contemplativa e poetica

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Leviathan
Monumenta 2011, Grand Palais Parigi

Leviathan

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Cloud Gate (the bean), 2007
Millenium Park, Chicago

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La pelle, la superficie esterna, è sempre stata per me il posto dell’azione. E’ il momento di contatto tra l’oggetto e il mondo. La pellicola che separa l’interno dall’esterno.

 

 

Memory, 2008

site-specific realizzata per il Deutsche Guggenheim di Berlino, Memory è una grande struttura ovoidale in acciaio corten che aderisce a due pareti della galleria e in altezza tocca il soffitto. Tre accessi diversi sono possibili per i visitatori, ma da nessuna perte si può avere una visione d’insieme. Solo con la memoria (da cui il titolo), ricomponendo i tre punti di vista, si può immaginarla.
(Francesco Bonami, Anish Kapoor: Jumping into Void, in “Flash Art International”, nov-dic 1994)

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Marsyas, 2002
Unilever Series, 2002-2003
Turbine Hall, Tate Modern, Londra

Marsia, scultura di Anish Kapoor per la Turbine Hall, è composta da tre anelli in acciaio uniti da un unico arco di membrana in PVC. Due sono posizionati verticalmente, a ciascuna estremità dello spazio, mentre un terzo è sospeso parallelo al ponte. La geometria generata da queste tre strutture in acciaio rigide determina la forma complessiva della scultura, un passaggio da verticale a orizzontale e viceversa a verticale di nuovo.
Kapoor ha iniziato il progetto nel gennaio 2002,  rendersi conto che l’unico modo di poter sfidare l’altezza scoraggiante della Turbine Hall era, paradossalmente,  usare la sua lunghezza.
La membrana in PVC ha una qualità carnosa, che Kapoor descrive come “un po’ come una pelle scorticata “. Il titolo si riferisce a Marsia, un satiro della mitologia greca, che fu scorticato vivo dal dio Apollo. Il colore rosso scuro suggerisce qualcosa di fisico,  di corporeo. Kapoor ha commentato: “voglio fare corpo in cielo”. Marsia confonde la percezione spaziale, immergendo lo spettatore in un campo monocromatica di colore. E ‘impossibile visualizzare l’intera scultura da qualsiasi  posizione.

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Niki de Saint Phalle

non ho idea di cosa sia un’opera d’arte. Non sono mai entrata in un’accademia. Per me la scultura non è cultura, ma un modo di vivere. La mia educazione artistica viene dalle cattedrali, dal postino che viene all’Auberge du Cheval blanc, da un artista naif e dall’architetto Gaudì.”

 

 

Lady with handbag, 2000

Il Giardino dei Tarocchi

Nel 1980 la De Saint Phalle, probabilmente inspirata dalla visita al Parque Guell di Gaudì a Barcellona, inizia i lavori per la realizzazione della sua opera più importante ed impegnativa: un parco artistico immerso nella macchia mediterranea nei pressi di Capalbio, su di un terreno donatole dall’amica Marella Agnelli. I lavori terminarono nell’estate del ’96.

Le monumentali e coloratissime sculture, ventidue imponenti figure in acciaio e cemento ricoperte di vetri, specchi e ceramiche colorate, rappresentano gli Arcani Maggiori dei Tarocchi; una sola apertura circolare si apre nello  spesso muro di recinzione, quasi a voler rimarcare la distanza tra la realtà del quotidiano e la dimensione fiabesca ed esoterica creata all’interno.